Si continuerà per tutta la notte a lavorare a Genova, …

Si continuerà per tutta la notte a lavorare a Genova, nei luoghi del crollo del ponte, per cercare di salvare vite umane tra i tanti dispersi tra le macerie. Sono molti gli interrogativi che tutti ci poniamo in queste ore: incredulità mista a sbigottimento per come in Italia si possa morire per il crollo di un ponte, del perchè negli ultimi 5 anni sono 10 i ponti crollati in Italia a causa delle strutture vecchie, del calcestruzzo corroso e dei fondi stanziati esigui rispetto agli esosi ricavi di una rete dai pedaggi tra i più cari del mondo.

Il pensiero corre anche al ponte Morandi di Catanzaro, costruito 56 anni fa (speriamo venga immediatamente effettuata una lunga e accurata perizia sugli eventuali interventi di manutenzione), al viadotto Cannavino di Celico, che collega Cosenza alla Sila e a Crotone, rimasto chiuso per mesi; ma in generale verso tutta la rete viaria italiana, affinchè si possano percorrere le strade in tranquillità, in una nazione che è (era?) tra le più industrializzate e avanzate del mondo.

Non per ultimo, il pensiero va alle vittime, alle loro famiglie, ai vigili del fuoco, al personale delle forze dell’ordine e della protezione civile, che in questi frangenti compiono il loro dovere mettendo a repentaglio la vita. Ricordiamo anche i cani addestrati per cercare i dispersi e che magari qualche mente malata avvelenerà perchè l’abbaio gli darà fastidio.

Oggi, di postare foto – cartolina non ne abbiamo avuto proprio voglia. Domani magari riprenderemo, ma l’amarezza rimarrà forte.Non si può morire così.

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